Il ruolo della creator economy nelle relazioni con i clienti

Secondo un recente studio attualmente sono 50 milioni le persone che creano contenuti on-line come attività professionale principale o come secondo lavoro. Alcuni esperti ritengono che il valore della creator economy possa raggiungere  104,2 miliardi di dollari nel 2022. Dal momento Internet continua a svilupparsi verso un Web 3.0 più coinvolgente e meno centralizzato, questa cifra è destinata ad aumentare ulteriormente.

Inoltre, i modi di creare, gestire e monetizzare i contenuti cambieranno completamente. I brand hanno a disposizione infinite possibilità per gestire le relazioni con i clienti.

Cos'è la creator economy?

Si tratta di un ecosistema di piattaforme, strumenti e creatori di contenuti in rapida ascesa. Descritta come un settore della "passion economy", l'espressione viene utilizzata per indicare la tendenza a guadagnarsi da vivere seguendo le proprie passioni o usando la propria creatività per costruirsi un pubblico o una comunità virtuale. 

Finora i creatori di contenuti monetizzavano la propria creatività attraverso la pubblicità o le sponsorizzazioni, utilizzando piattaforme come YouTube e Instagram. Tuttavia, la situazione sta cambiando. Strumenti come OnlyFans, Substack, Patreon, Buy Me A Coffee e Twitch hanno evidenziato le possibilità di monetizzazione diretta di contenuti e relazioni tramite abbonamenti e/o attraverso compensi. Ad esempio, Buy Me A Coffee conta oggi più di 500.000 creatori di contenuti con milioni di fan. 

 

La blockchain sta cambiando le carte in tavola per i creatori di contenuti

La tecnologia blockchain rappresenta un ulteriore passo in avanti perché offre alla community dei creator la possibilità di autenticare, condividere e vendere la propria attività digitale come opere d'arte e pezzi unici da collezione, rendendoli dei beni rari o ampiamente disponibili in base ai loro desideri. 

Nel corso del nostro recente webinar sul metaverso insieme alle società Boston Consulting Group e One Digital Nation, abbiamo evidenziato l'importanza di questa rivoluzione, che grazie alla grande capacità dei creatori di contenuti di saper gestire risorse limitate si pone in contrapposizione al Web 2.0, basato sul concetto di "abbondanza", dove tutto poteva essere copiato ed era disponibile in un numero infinito di versioni.

Un aspetto da tenere in considerazione per i brand

Come gli influencer, i creatori di contenuti stabiliscono legami diretti con i loro fan, i follower o le comunità virtuali, ovvero costruiscono relazioni che, a seconda dei casi, non seguono oppure integrano le vie tradizionali del marketing, della pubblicità e della brand-awareness. In genere, chi si occupa della creazione di contenuti risulta più simpatico e più "autentico" rispetto alle classiche campagne pubblicitarie e alle tradizionali attività di marketing. Agli occhi dei follower e delle community che li seguono, i creatori appaiono come "persone comuni".

Lo sviluppo del Web 3.0, della tecnologia blockchain e del metaverso come strumenti strategici per ampliare le possibilità creative e di monetizzazione a disposizione contribuirà alla loro progressiva affermazione. Già prima di entrare nel Web 3.0, la pandemia aveva contribuito in modo significativo alla loro influenza e al loro impatto. Durante i diversi periodi di lockdown le persone hanno avuto più tempo non solo per creare contenuti, ma anche per aumentare le interazioni. 

Ecco come coinvolgere i clienti difficili da raggiungere

Se da un lato la crescita della creator economy potrebbe rappresentare un rischio per i brand, dal momento che i contenuti potrebbero risultare incoerenti o non autentici, dall'altra parte questi nuovi creatori di contenuti potrebbero essere considerati come collaboratori piuttosto che concorrenti. Come si raggiunge un risultato simile?

Al momento, la strategia più utilizzata è rappresentata dalla progettazione di campagne sui canali social, con i brand che adottano alcuni degli stessi approcci utilizzati con gli influencer tra cui:

  • l'uso di contenuti sponsorizzati o del modello del brand takeover;
  • l'organizzazione di eventi o incontri dal vivo oppure virtuali;
  • l'introduzione di NFT o merce in co-branding;
  • l'attività di product placement.

Queste diverse opzioni consentono ai brand di raggiungere comunità virtuali altrimenti inaccessibili. Ad esempio, Twitch, con un numero stimato di 300.000 streamer professionisti, può rappresentare un ottimo sistema per avvicinarsi e inserirsi nella comunità legata al mondo dei videogiochi. Altri creatori di contenuti, invece, potrebbero aprire porte differenti, catturando l'attenzione di un pubblico come quello della Generazione Z o della Generazione Alpha. 

Non si tratta, però, solo di numeri o di stabilire il proprio campo d'azione. I creatori di contenuti che hanno un forte legame con i loro fan possono aiutare i brand a raccontare meglio le loro storie, in modo che abbiano un forte impatto sul pubblico a cui vogliono rivolgersi. Inoltre, è stato evidenziato come gli influencer e i content creator siano generalmente in grado di produrre contenuti così rapidamente, in un modo che diventa difficile da raggiungere se si seguono le fasi e i tempi di produzione del marketing tradizionale. Questo aspetto permette ai creatori e ai loro brand partner di stare al passo con la velocità del cambiamento che interessa l'attuale contesto culturale.

Altre novità in arrivo con l'affermazione del metaverso

Si tratta di opportunità davvero interessanti, che acquisteranno un'importanza ulteriore quando la nuova generazione decentralizzata e immersiva del Web 3.0 e il metaverso si evolveranno, spingendosi oltre l'"economia dell'attenzione" del Web 2.0. 

Gli esperti che hanno partecipato al nostro webinar sul metaverso hanno affermato come sarà più facile per i brand realizzare esperienze significative ludiche e di gamification, dal momento che, il confine per accedere al metaverso sarà probabilmente molto sottile. I brand saranno in grado di attirare i clienti in un proprio "universo" immersivo, molto più coinvolgente dello scorrere un sito Web 2.0, con enormi opportunità di differenziazione. Come sostiene il nostro relatore Joël Hazan della società Boston Consulting Group: "Il metaverso sta aprendo la porta alla magia". Questo aspetto offre ai brand un campo d'azione ancora più ampio lasciandoli liberi di scegliere se collaborare con i creatori di esperienze magicheoppure decidere di realizzarle direttamente in prima persona, al fine di migliorare le attività di marketing.

Utilizzare gli NFT per personalizzare la relazione

La creazione di NFT rappresenta per i brand un'insieme di opportunità eccezionali per creare un rapporto personalizzato e migliorare le relazioni con i clienti. Ad esempio, potrebbero collaborare con i creatori di contenuti per:

  • vendere oggetti da collezione in edizione limitata; 
  • offrire NFT che sbloccano l'appartenenza a un club o a una comunità, consentendo ai clienti l'accesso a esperienze virtuali o reali personalizzate ed esclusive;
  • sviluppare NFT interattivi che possano essere aggiunti o aggiornati nel tempo dal brand o dai fan. 

La connessione creata attraverso gli NFT e altri contenuti può trasformarsi in un rapporto duraturo. Dopotutto, scegliere un brand durante l'adolescenza, con cui si vive una determinata esperienza o a cui si lega il ricordo di un momento particolare, può diventare un fattore fondamentale per creare un legame che dura per anni o decenni. Un buon esempio è rappresentato da un' analisi dei dati di Spotify dove è emerso che le canzoni ascoltate durante l'adolescenza definiscono i gusti musicali da adulti. Infatti, le canzoni preferite dalle persone su Spotify sono state perlopiù pubblicate quando avevano tra i 13 e i 16 anni. 

I brand, tra cui, ad esempio Coca-Cola e Louis Vuitton, stanno già utilizzando gli NFT per rafforzare le relazioni con i clienti o i "fan", ma si tratta di una tendenza che è destinata a crescere.

L'importanza del senso di appartenenza

Un altro aspetto davvero interessante della creator economy per i brand è il valore fondamentale rappresentato dalle iscrizioni in determinati gruppi. Secondo un recente rapporto: "I creatori di contenuti si sono resi conto del vantaggio di creare una propria community". Non sono certo i primi a farlo, perché i fan club e le comunità di sportivi, appassionati di musica o altro esistevano già molto tempo prima dell'arrivo di Internet, ma i creatori e i brand più consapevoli hanno capito che le persone sono "disposte a spendere soldi pur di sentirsi parte di una specifica community". 

Nel Web 3.0 e nel metaverso decentralizzato e immersivo, il potere delle comunità virtuali e dei membri crescerà sicuramente. 

E tu, sei pronto al cambiamento?

C'è tanto da imparare e molto altro ancora da realizzare sfruttando la creator economy, tra cui l'impiego di nuove piattaforme, la creazione di ulteriori partnership e l'utilizzo di strategie diverse nel fare le cose, compresa una maggiore libertà rispetto a un atteggiamento più impostato a cui i brand erano abituati negli approcci di marketing tradizionali. 

Ci sono possibilità davvero interessanti di utilizzare la creator economy e i contenuti realizzati dagli influencer per aumentare la consapevolezza dei clienti e costruire relazioni ed esperienze nuove e più forti. Tuttavia, questi sistemi possono anche rivelarsi scoraggianti. Puoi comunque contare sul nostro aiuto, persino per quanto riguarda l'introduzione di questi nuovi approcci e tecnologie per gestire l'attuale relazione con i clienti. Siamo qui per aiutarti.

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